L'uso della virgola


Nuovo post, dedicato alla virgola. Vituperata o amata al punto tale da essere inserita in maniera fin troppo generosa o, per svista, semplicemente al posto sbagliato. Eppure questo segno di interpunzione, modesto solo all'apparenza, può cambiare l'intero senso di una frase. La fotografia con lo sfondo azzurro che vedete sotto, ne è esempio lampante. Un conto è scrivere: Vado a mangiare nonna. Una altro è scrivere: Vado a mangiare, nonna. A meno che non vi siate trasformati in cannibali, assetati di sangue umano, per l'esattezza di quello nonnesco, la prima versione è decisamente errata. Ma in quali altri casi, è frequente riscontrare errori legati a questo segno d'interpunzione? Vediamolo insieme!


Posizioni errate della virgola: 1) prima del complemento oggetto. Si tratta di un errore sempre più diffuso, imputabile alla fretta di questi tempi frenetici, ma se volete essere considerati credibili come scrittori, non potete commetterlo. Esempio: Vado a leggere, il libro che mi hai consigliato; 2) fra il soggetto e il verbo. Esempio: Angela, telefona ogni giorno. 3) prima della congiunzione "e". Esempio: Guardo la partita, e commento le azioni del portiere. 4) dopo il "che" congiunzione, che serve a introdurre una subordinata, retta dai verbi "sapere", dire, immaginare, sperare, notare, fingere etc. Esempio: So che, hai studiato; Eugenia dice che, sei stupida.


Esistono, invece, dei casi nei quali la virgola è d'obbligo: 1) negli incisi, parti autonome di una frase: a) in presenza del complemento di tempo. Esempio: ho mangiato la frutta, ieri sera, a fine pasto; b) con la congiunzione incidentale "invece". Esempio: Anna se ne andò. Maria, invece, fece la fila all'ufficio postale; c) con un nome proprio riferito a un soggetto generico; il presidente della Repubblica, Mattarella, ha rilasciato una dichiarazione; d) con una proposizione incidentale: verrei a trovarti a casa, e, se fosse possibile parcheggiare nei dintorni, non prenderei la metro; e) per separare la proposizione subordinata dalla proposizione reggente. Esempio: se facessi più sport, saresti in forma; f) negli elenchi di cose o persone.

Esempio: Ho acquistato i seguenti articoli di cancelleria: penne, matite, gomme, pennarelli, bloc-notes; g) negli incisi collocati a inizio o a fine frase. Esempio: A tuo avviso, solo chi ha studiato è degno di attenzione e di stima. Esempio: le lampadine del bagno vanno sostituite, entrambe usando lo scalandrino. h) prima delle congiunzioni avversative : ma, tuttavia, anzi, invece, pure, sebbene, però, poiché, benché etc. Prima delle congiunzioni conclusive: quindi, allora, dunque, sicché, pertanto, etc. Esempi: sono stanco, ma devo lavorare; Si è fatto tardi, quindi affrettiamoci.

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