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UN ROMANZO CORALE E PROFONDO

  • 9 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min


LA RECENSIONE


«C'è un limite a quello che una donna può sopportare e, quando lo supera, quel dolore diventa una cosa di tutti.» Questo sembra suggerirci il nuovo romanzo di Silvia Bardesono, autrice di Il Canto di Vega, splendida storia di dolore, resilienza e rinascita, declinata prevalentemente, anche se non solo, al femminile e pubblicata da Edizioni Pedrini.

Vega, Sarah, Aignes, tre  donne accomunate da un passato di traumi, privazioni e sopraffazione animano con forza le pagine di questo romanzo. Il legame che le unisce è scavato nel sangue e nella sofferenza, e mentre la narrazione si dipana, sostenuta da una prosa immersiva di qualità e da un'attenzione al dettaglio fuori dal comune, ne assaporiamo tutta l'umanità e la resilienza, immedesimandoci nei loro stati d'animo.

Sarah, doppiamente orfana, ribelle, ragazza madre e disoccupata, è vissuta nell'abbandono e nel degrado. Condannata ai servizi sociali, sviluppa un affetto smisurato per Aignes, molto avanti negli anni, che ha trascorso gran parte della sua vita in un ospedale psichiatrico. La sua famiglia l'ha fatta internare perché troppo libera, fuori dagli schemi dell'epoca, "diversa". Ridotta quasi a uno stato vegetativo, afferma la sua volontà caparbia di esistere ed essere d'aiuto quando si risveglia comunicando con Sara con gli occhi, aprendo o chiudendo le palpebre. Il risveglio di Aignes avviene tramite la lettura delle pagine di un romanzo, che avrà un ruolo chiave, della struggente e drammatica vicenda di un amore contrastato.

Sempre le parole, questa volta scritte, assumono un ruolo di primaria importanza anche per un altro personaggio, Vega, che vive dall'altra parte del mondo, nel sud della Nuova Zelanda, e per guarire sé stessa e gli altri scrive lettere per chi non sa scrivere e le legge a chi non sa leggere, ricucendo legami spezzati.

È Roimata, una sciamana misteriosa con un passato che si scoprirà terribile alle spalle, a incoraggiarla a farlo. Sia Sarah che Vega che Roimata è nel servizio agli altri che ritrovano sé stesse alleviando la sofferenza che le affligge. Perché, ci suggerisce l'autrice, anche dai dolori più sconvolgenti si può rinascere "ricomponendo le fratture in un nuovo canto", proprio come farà Vega.

La narrazione si sviluppa a latitudini diverse e la geografia fisica diventa geografia dell'anima in questa storia ambientata tra Bologna, Dublino e la Nuova Zelanda, che dissolve confini e crea connessioni di una profondità inaudita, come incredibilmente profonde sono le tre protagoniste femminili. Ti si cuciono addosso toccando corde che credevi dimenticate, facendoti riscoprire un'umanità e un'autenticità sopite.

In questa storia, ricca di colpi di scena, che si snoda dai primi del secondo dopoguerra agli anni Novanta, molto ben scritta e congegnata, da un certo punto in poi i tasselli della narrazione iniziano a ricomporsi fino al finale, una delle parti più toccanti e significative di questo romanzo, che pone l'accento sui legami di sangue al femminile, sulla maternità e sul cerchio della vita.

Il Canto di Vega è una lettura che sarebbe un vero peccato perdersi, una delle migliori in assoluto, per struttura, stile e contenuti, che abbia fatto in tanti, tanti anni.

Puoi acquistare il libro a questo link:

Buona lettura!

 

L'AUTRICE


Silvia Bardesono, nasce a Torino. Avvocato specializzato in diritto di famiglia e difesa delle donne e minori vittime di violenza. Ha conseguito il diploma del Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino.

Ha pubblicato quattro romanzi: il primo a seguito della vincita di un concorso indetto da Arpanet Edizioni, due editi da Rizzoli YouFeel da cui è stata contattata dopo che il primo aveva raggiunto le vette della classifica Amazon e l’ultimo con Les Flaneurs Edizioni.

Alcuni suoi racconti sono stati inseriti in una raccolta edita da Ilstar Libri, a cura di Stefania Bertola e in un'altra, edita da Feltrinelli, dal nome “100 storie per quando è troppo tardi”, insieme a firme come Andrea Camilleri, Stefano Benni, Fabio Geda, Elena Varvello, Sandro Veronesi e molti altri.

Un suo racconto è arrivato finalista al Premio letterario “Verbania for Women 2020”.

Tutti i suoi scritti, a parte l’ultimo, sono firmati con lo pseudonimo Silvia Mango.

Vive con il marito e le tre figlie in provincia di Torino. Da sempre attratta dalle discipline orientali, pratica hata yoga. Sogna di andare a vivere in un’isola greca a insegnare yoga.

 

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