Un romanzo intenso e rivelatore, che scava nelle ferite dell'infanzia
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"Aurora aveva vent'anni e una stanchezza che non le apparteneva. Le stava addosso come un vestito preso in prestito e mai restituito": è con queste parole che Alessandro De Mattia fissa nella mente del lettore l'immagine della protagonista del suo romanzo d'esordio, I sassi non sanno nuotare, appena pubblicato da Bré Edizioni. Una storia ad alto voltaggio emotivo "che scava nelle ferite dell'infanzia".
Che l'autore conduca laboratori di scrittura emotiva per adulti con disabilità in ambito intellettivo non è un particolare trascurabile, perché il libro nasce da un lavoro di osservazione e ascolto proprio in questo settore.
La prosa di Alessandro, di una precisione chirurgica, richiama concetti come quelli di attenzione e di cura, insiste sulle dinamiche emotive, la memoria e le relazioni ed è abilissima nello scavo psicologico e nel descrivere il rapporto che intercorre tra corpo ed emozioni.
Fin dalle prime pagine del romanzo avvertiamo tutta la solitudine di Aurora bambina, in una casa silenziosa dove "la madre era un'assenza educata" e "con il padre si imparava a sparire restando fermi."
La protagonista cresce con la "sensazione di essere un passo indietro rispetto a tutto". Ed è così che incontra la scrittura, che "non la fa stare meglio, ma le permette di stare."
La storia si sviluppa con l'incontro di Aurora ormai adulta con due uomini, Davide, prima, e Silvio, poi, che gradualmente per lei diventa "una presenza organizzativa, un riferimento che dà forma al tempo". Sarà proprio lui ad avere un ruolo cruciale nella vita della giovane donna e nella narrazione che, da un certo punto in poi, vira sverso il thriller. Questo libro, ispirato a una storia vera, è un pugno dritto allo stomaco, non lascia certo indifferenti: l'arco di trasformazione del personaggio di Aurora fa venire i brividi. La si vorrebbe afferrare, scuotere, perché arresti la sua discesa verso l'autodistruzione.
I sassi non sanno nuotare, oltre a evidenziare i possibili, deleteri effetti di una famiglia disfunzionale sullo sviluppo psico-emotivo di una giovane vita, che non sa cosa significhi essere amata e amare, si spinge a esplorare le conseguenze di questa disfunzionalità in età adulta, una disfunzionalità che, se accentuata, può sfociare in tragedia. Nonostante ciò, il messaggio finale veicola speranza: anche se ci sono parti di noi che non imparano a nuotare, come i sassi del titolo, è possibile andare avanti e trovare una forma di equilibrio.
Aggiungere altro equivarrebbe a svelare troppo. Queste pagine suscitano accorate riflessioni sull'oggettivazione della donna nella nostra società "evoluta" e "civile" e, qui, nuovamente mi fermo, per non cadere nello spoiler.
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L'AUTORE
Alessandro De Mattia (Treviso, 1969) è autore di narrativa contemporanea. Scrive da sempre, ma I sassi non sanno nuotare è il suo primo romanzo. Collabora con riviste nazionali, tra cui Confidenze: roccoglie esperienze introspettive e relazionali nella rubrica Storie Vere.
Alcuni suoi racconti brevi hanno ottenuto premi e riconoscimenti in concorsi letterari nazionali. Conduce laboratori di scrittura emotiva per adulti con disabilità, in particolare in ambito intellettivo.
La sua scrittura nasce da un lavoro di osservazione e ascolto, e si concentra sulle dinamiche emotive, sulla memoria e sulle relazioni.





















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