"L'universo in fondo agli occhi" di Luca Tescione


La silloge si apre con il racconto Loro Torneranno che catapulta il lettore in uno scenario apocalittico. La Terra è stata colpita da un virus molto aggressivo ed è ridotta a una landa desolata. Gli esseri umani superstiti se ne sono andati, dopo l’annuncio del Viaggiatore, che, lanciato in orbita, è riuscito a individuare per loro un nuovo pianeta su cui ricominciare. Il racconto è in bilico fra sconforto e speranza: sconforto dinnanzi all’arretratezza morale della natura umana, caratterizzata da egoismo, avidità e nevrosi e speranza che spinge gli uomini a non arrendersi per ricominciare su un nuovo pianeta.

Ed è sempre la speranza alla base dell’attesa dell’unico essere, di natura non umana, caudato (“fedele come un cane”?), che attende che gli umani vengano a riprenderlo per portarlo con sé.

È un sognatore ed è stata proprio la sua tendenza a sognare in continuazione a impedirgli di abbandonare la Terra, come hanno fatto altri esseri simili a lui con i loro padroni.

Un racconto sul valore per certi versi salvifico, comunque irrinunciabile, della speranza, che commuove e fa riflettere. Nel secondo della silloge, intitolato Una lettera tra le Stelle, Luca Tescione pone l’accento sulla solitudine “che è solo una menzogna” (in realtà, siamo tutti uniti) e sull’inutilità della paura di sbagliare. Nessuno ha il libretto delle istruzioni nella vita, ma l’invito dell’autore è a non avere paura, perché è per tentativi ed errori che si impara e “non è mai troppo tardi per rimediare”.

In queste righe l’autore lancia il suo messaggio che abbatte le barriere dell’individualismo tipico di questa società illuminando le incertezze per il futuro con un invito alla speranza: non siamo soli, siamo tutti collegati, possiamo farcela nonostante le difficoltà.

Nel terzo racconto, dal titolo Eva, l’autore ci parla di un ragazzino sognatore e del suo amore per le avventure nello spazio. La sua fantasia gli giocherà un brutto tiro, senza appannare però la sua passione. Luca Tescione sottolinea il valore dei sogni facendo saggiamente dire al giovane e sensibile protagonista di questa storia: “Volevo crescere senza perdere uno solo dei miei sogni”. Del resto, solo chi è capace di sognare senza farsi influenzare dalle opinioni limitanti degli altri sarà in grado di realizzare imprese straordinarie.

Luca Tescione sembra condividere la passione per lo spazio del suo giovane protagonista quando scrive che lì, nell’immensità siderale, non si devono accettare compromessi, si è liberi da qualsiasi convenzione.

In chiusura di raccolta, l’autore cambia tema e lo fa tramite la triste vicenda di un bambino, Samir. Il suo modo di mostrarci le conseguenze tragiche e nefaste della guerra si avvale di un espediente narrativo molto ben riuscito e di immagini molto toccanti che fanno leva sulle emozioni del lettore.

Con questa raccolta, Luca Tescione si conferma fine esploratore dell’animo umano regalandoci quattro racconti che sono quattro piccoli tesori, profondi, introspettivi e forieri di spunti di riflessione sulla natura della vita, dell’uomo, della società e dei suoi mali.

Da leggere e meditare.

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