"COME LE ERBE DEI CAMPI" DI ILARIA CORONA


Una storia ben scritta, che si snoda fra presente e passato, struggente e permeata di sentimento, questa che ci regala Ilaria Corona.

La trama scorre senza intoppi, i ricordi si accavallano. L’esistenza fatta di stenti della piccola Pietra, vittima di un padre violento e senza cuore, il suo desiderio di vivere, di riscattarsi dalla miseria, dallo sfruttamento e dalla mancanza d’amore. La sconfinata tenerezza e la forza che rendono questa figura minuta e menomata dall'ira e dalla malvagità paterna un esempio luminoso, delicato ed eroico.

Il racconto dello sfruttamento nelle miniere, del lavoro minorile, dell’emarginazione, delle differenze sociali. Un paesino dimenticato della Sardegna che torna alla ribalta e sta per riprendere vita con il rischio di rivelare un segreto che Pietra, ormai malata e avanti negli anni, non vuole assolutamente che torni alla ribalta.

E poi l’amore, quello vero, immortale che sopravvive a tutto, anche quando sembra morto e sepolto, e l’imprevedibilità della vita che tutto toglie e inaspettatamente, anche se con i suoi tempi, restituisce.

Un libro che parla di radici familiari, del saldo legame fra una nonna e una nipote, di sentimenti, di spirito di sopravvivenza e di lotta per la vita in condizioni estreme.

Un romanzo breve, ma significativo, che si congeda dal lettore spingendolo a credere ancora nella bellezza della vita, con un messaggio di speranza destinato a lasciare una lunga eco nella memoria e nel cuore.


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