"Madeleine" di Claudio Beniywoll


Madeleine è una ragazzina particolare, per niente interessata a entrare in contatto con i suoi simili.

Ha un’unica grande passione: quella per le bambole.

Un giorno come tanti, per appropriarsi di una bambola indiana, controvoglia, accetta di stringere amicizia con alcune compagne di classe.

A sorpresa, proprio quel giocattolo, apparentemente anonimo e innocuo, diventa per lei il volano di un cambiamento radicale.

Una strana profezia, un portale, un mondo regolato da leggi incomprensibili, fate, folletti, viaggi nel tempo e un grande amore sconvolgeranno la vita di Madeleine, finché un incredibile colpo di scena…

Il ritmo narrativo iniziale, tendenzialmente lento, è in armonia con le vicende narrate, che descrivono l'esistenza della protagonista, una ragazzina tranquilla, che vive isolata dal resto del mondo. Gli unici suoi contatti sono rappresentati dai rapporti con i genitori e da quelli, inevitabili ma poco graditi, con i compagni di classe.

Colpisce la profondità con la quale l’autore sottolinea le molteplici carenze della nostra società confrontando il mondo umano con quello delle fate, nel quale la protagonista, Madeleine, dall'oggi al domani, si ritroverà catapultata. Attraverso gli occhi di Claudio Beniywoll, infatti, si dispiega dinnanzi al lettore un mondo molto più umano e ragionevole del nostro, una società basata su regole semplici, sulla condivisione e sul rispetto di ogni forma di vita, ed estranea all’etica del profitto.

Il riferimento a una bambolina voodoo farebbe pensare inizialmente a un horror, mentre in realtà Madeleine è un fantasy puro, privo di commistioni, che piacerà tantissimo a quanti prediligono temi come quelli della multidimensionalità e dei viaggi nel tempo. L'ingegnoso colpo di scena finale aggiunge valore a una trama già di per sé avvincente e fantasiosa che tiene incollato il lettore fino alla fine: dalla prima all’ultima pagina.

Da leggere.


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