" I miei primi 22 anni" di Daniela Biancotto


Un libro, quello di Daniela Biancotto, ricco di sentimento e di struggente nostalgia che ripercorre le tappe dell’infanzia, adolescenza e giovinezza dell’autrice, fino al raggiungimento dei ventidue anni d’età, lasciando una traccia indelebile non solo nel suo cuore ma anche in quello di chi lo legge.

L’autrice ha la capacità rara di trasmettere emozioni in una prosa poetica che si avvale di una caratterizzazione perfetta dei personaggi, fra i quali spiccano per bontà e purezza d’animo la madre e lo zio.

La prima, cui è dedicato il libro, ricorda, per certi versi, Clara, la protagonista de "La casa degli spiriti", creatura di un altro mondo, superiore a ingiustizie e meschinità della vita; il secondo buono, semplice fino all’ingenuità rammenta il postino di Skármeta e si fa portatore con la sua stessa essenza di una inconsapevole principio di poesia, presente indiscutibilmente pure in Daniela che nella prefazione scrive: “Credo che i ricordi dolci di chi ci ha veramente amato siano la nostra ancora di salvezza nei momenti bui della vita, la speranza di un futuro migliore, la consapevolezza di essere, al di là di tutto e di tutti, importanti e preziosi.

Ne “I miei primi 22 anni”, anno dopo anno, capitolo dopo capitolo, si assiste alla maturazione dell’autrice da ragazzina prepotente e un po’ superficiale ad adulta tenace e volonterosa.

Sullo sfondo persistente il rapporto di amore e odio per un padre troppo concentrato su di sé per essere altruista e amorevole.

Con il suo esempio e nel suo libro, Daniela ci ricorda che le radici familiari sono fondamentali, condizionano nel bene e nel male il nostro cammino spingendoci a scelte che diversamente non avremmo compiuto, incoraggiandoci a superare i nostri limiti ma anche facendoci prendere decisioni avventate.

Riscaldata dall’amore di sua madre, prematuramente scomparsa, e da quello dei suoi zii che la trattano come una figlia, spronata dal disinteresse del padre a cercare la forza di realizzarsi solo dentro sé stessa, Daniela sboccia come un fiore meraviglioso, su un terreno per altri versi ostile, dando il meglio di sé.

"I miei primi 22 anni" vogliono essere un omaggio alla sua cara mamma, agli zii che tanto l’amarono e a tutte le persone incontrate lungo il cammino, che la incoraggiarono e sostennero rappresentando per lei autentici, preziosi esempi di umanità e grandezza.


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