"Veronica c'è" di Grazia Gironella


Non conoscevo Grazia Gironella, ma penso che, dopo aver letto “Veronica c’è”, non mi fermerò a questo romanzo della sua produzione tanto ne sono rimasta colpita.

La storia è quella di una quindicenne che si sente solo “un accessorio nei guai di mamma”. È “innocente e vulnerabile, ma segnata da eventi crudi che alla maggior parte delle persone vengono risparmiati”. Sua madre, Mabel, è una donna tormentata che da quindici anni conduce un’esistenza allo sbando, fra droga, alcol, e, questo sua figlia non lo sa, prostituzione.

Quando Mabel non è in sé, cioè spesso, sfoga le sue frustrazioni su Veronica picchiandola. La ragazzina, si sente come un pacco che la madre, nel suo errare senza meta, sposta da una città all’altra dello Stivale, senza chiederle mai il suo parere. A un certo punto scopre incidentalmente che suo padre non è morto e, per raggiungerlo, decide di fuggire dalla comunità presso la quale Mabel ha deciso di farsi ricoverare. In realtà di lui ha solo un ritaglio di giornale e non ne conosce nemmeno le generalità. Un’impresa rocambolesca e apparentemente impossibile, ma anche l’unica via d’uscita che si prospetta alla quindicenne, nella sua totale ingenuità e disperazione. Ed è a questo punto che entrano in scena due cugini, Alex ed Elena e Sapan, il fratellino adottivo di lei che, con i loro atti di solidarietà, le dimostreranno che al mondo esiste anche il bene, che c’è una speranza. Il ventenne Alex ha alle spalle un passato difficile che ancora ne condiziona la vita: ha conosciuto il carcere minorile. Ha un padre dal carattere impossibile, costretto da un incidente sulla sedia a rotelle, una vita sentimentale vuota e un lavoro precario, oltre a essere orfano di madre. Vede in lei la possibilità di riabilitarsi agli occhi della giustizia o forse, senza nemmeno rendersene conto, avverte che sono fatti dello stesso dolore. Una chiavetta dal contenuto misterioso e due loschi figuri che inseguono Veronica completano il quadro. Le vicende si svolgono fra tre città, fra le quali la protagonista rimbalza come un pallina da ping pong.

Non voglio svelarvi altro. Vi dirò solo che il finale anche se un po’ zuccheroso, per i miei gusti, mi è comunque piaciuto. È un romanzo, questo, che si fa leggere bene, crea una certa suspense e spinge il lettore a volerne sapere sempre di più e in fretta. Difficile staccarsi dalle sue pagine. Che fine farà Veronica? E i suoi inseguitori? Riuscirà a incontrare suo padre? Quale sarà la sua reazione, quando scoprirà di avere una figlia di cui non sospettava minimamente l’esistenza?

Nel corso di questa storia vedrete la protagonista disperarsi, ma anche lottare tenacemente per i propri sogni, possibili e meno, e finalmente crescere, rinunciando alle chimere e alla facile autocommiserazione per prendere in mano la propria vita scoprendo il suo percorso, i suoi talenti e la sua forza.

Da leggere.


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