"Arriverà il momento giusto e sarò lì" di Stefania Fiorin


“Arriverà il momento giusto e sarò lì” è un racconto di Stefania Fiorin, autrice di origine veneziana, lombarda d’adozione, che ha all’attivo varie pubblicazioni. In queste pagine, si narrano le vicende di una donna che, all’ improvviso e solo dopo aver procreato un figlio con lui, scopre che il suo compagno è un alcolista.

L’autrice, in poche pagine, riesce a condensare la nascita e il tragico epilogo di una storia d’amore compromessa da inganni e bugie.

La Fiorin descrive magistralmente lo stato d’animo della protagonista, vittima di un’illusione d’amore: “Corro fino a non respirare più, in ogni chilometro lascio dolore e angoscia, mi schiacciano dentro, devo liberarmene.”

Il lettore rimarrà sicuramente colpito dai temi affrontati in questo racconto ad alto voltaggio emotivo: la disillusione amorosa, gli effetti nefasti dell’alcolismo, lo stalking, la violenza domestica. E ancora la scomoda posizione dei figli di ex coppie che si ritrovano a fare le spese delle scelte sbagliate dei loro genitori.

Toccante il passo in cui la protagonista si sente in colpa per aver dato a suo figlio un padre non adatto.

I segnali ci sono sempre, ma spesso ci si rifiuta di coglierli per paura o semplicemente per leggerezza, sembra suggerirci l’autrice tramite le parole della mamma di Carlos: “Soffro per averlo dato come padre a Carlos, sono io la responsabile, io non ho saputo sceglierne uno migliore.”

Esse suonano come un monito rivolto a tutte le donne a non sottovalutare segnali allarmanti, a evitare gli eccessi di indulgenza, soprattutto in questo periodo storico caratterizzato da episodi di cronaca nera che vedono come vittime soggetti di sesso femminile di ogni età, uccisi da ex fidanzati, ex conviventi, ex mariti, la cui follia omicida sempre più spesso non risparmia neppure i figli.

Un racconto da leggere tutto d’un fiato, questo, sul quale riflettere attentamente, che si presterebbe a un serio dibattito.

Una particolarità mi preme segnalare: l’autrice fa ampio uso della virgola come segno di interpunzione per conferire alla narrazione un ritmo particolarmente vivace, in linea con quello convulso degli eventi e con l’erompere delle emozioni del personaggio principale che non a caso non ha un nome. La sua vicenda, infatti, potrebbe essere quella di qualsiasi donna innamorata che un brutto giorno scopre di avere al proprio fianco un uomo che non conosce affatto: vizioso, irresponsabile, ladro, bugiardo, violento, aggressivo anche con il figlio che hanno generato.

Un incubo che purtroppo non è finzione, ma una terribile realtà dalla quale si può e si deve fuggire per il benessere fisico e psicologico proprio e della prole.

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