Recensione a "Drop of Blood" di D.P. Cumberbatch

"Drop of Blood" di Deborah P. Cumberbatch, pseudonimo della ventenne Deborah Luongo, narra l’avvincente storia di Paige, adolescente americana trapiantata a Baiano, dove vive con la famiglia dopo la morte di suo fratello Ben. In quella nuova realtà, a lei indifferente, è oggetto di bullismo da parte di una compagna di classe, Giordana, che non perde occasione per ridicolizzarla agli occhi degli altri. Paige, che in realtà è una Cacciatrice destinata a combattere il Male personificato dai vampiri, sulla sua strada si imbatterà proprio in uno di questi e gli sviluppi dell'incontro saranno al cardiopalma. In realtà tutta la storia narrata da Deborah Luongo lo è, oltre a essere ricca di particolari intriganti e fantasiosi. In questo fantasy troverete, a sorpresa, riferimenti mitologici e tecniche di lotta molto ben descritte. La narrazione è

condotta in prima persona, dal punto di vista di Paige, anche se, verso il termine del libro, ad esso, si sostituisce, per poco, quello di Nathan, il vampiro.

L’autrice sa descrivere in maniera convincente i sentimenti che muovono la protagonista (tristezza, malinconia, amore, rabbia, paura, vergogna) adottando uno stile semplice e diretto che trascina sin dalle prime righe il lettore nel cuore della corposa narrazione.“Drop of Blood” è un urban fantasy/paranormal romance che veicola messaggi positivi: l’importanza di valori come i sentimenti, famiglia, la lealtà, la tenacia davanti alle prove più dure. L’amore vi riveste un posto tutto speciale, in virtù del suo potenziale di profonda trasformazione e della sua inarrestabile forza capace di superare ogni ostacolo.

Quest'opera è quindi esente da difetti? Affatto. Ha anche i suoi punti deboli. Per quanto riguarda la forma, una revisione accurata del testo avrebbe evitato errori grammaticali, ortografici, inesattezze, sviste e ripetizioni.

Prendendone invece in esame i contenuti, va detto che vi viene dato eccessivo spazio alle schermaglie fra Nathan e Paige, la protagonista, in certi passi un po' troppo incline al turpiloquio. Nonostante questi aspetti, il bilancio dell’opera prima di Deborah Luongo è, per quanto mi riguarda, positivo.

L’autrice, se presterà maggiore attenzione alla lingua italiana, potrà scrivere romanzi degni di questo nome. Sembra avere, nonostante la sua giovane età, tutte le carte in regola per regalare colpi di scena ed emozioni ai suoi futuri lettori.

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